Suor Maria Addolorata Luciani è una Santa!
Suor Maria Addolorata Luciani fu una grande “serva” di Dio, nacque a Montegranaro il 2 maggio 1920 e solamente dopo essersi trasferita con la famiglia a Trodica di Morrovalle, nel 1945 divenne suora entrando nel monastero delle Passioniste di Ripatransone.
Visse nel dolore e nella malattia (ulcera e tubercolosi) che la costrinse a peregrinare da un ospedale ad un altro (Ripatransone, Macerata, Groppino di Bergamo) fino al 1954 dove alla giovane età di 34 anni morì a Teramo, dove venne sepolta.
Nel 1962, fu riesumata e sepolta nel cimitero del monastero delle Passioniste a Ripatransone, dal 1990 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa del monastero stesso, meta di pellegrini e devoti.
Sebbene fosse di corporatura minuta era una ragazza molto corteggiata dai suoi coetanei, ma fin da subito sentì il bisogno di avvicinarsi al suo unico grande “amore” nostro Gesù Cristo.
All’età di 25 anni prese i voti e si trasferì nel monastero diventando monaca di clausura, una vita che apprezzava talmente tanto da dire che: “In questo Monastero ho trovato ogni bene, il Paradiso in terra”
La sua fervida preghiera, il lavoro e la penitenza che praticava su se stessa la facevano paragonare a San Gabriele, purtroppo, però, molto presto la raggiunse una infausta malattia che la tortutò di dolore per lunghi anni, anche se lei ripeteva sempre: “Signore sono contenta di soffrire”
Da quasi 20 anni sono stati aperti i processi di beatificazione in cui sono state raccolte testimonianze sulla vita, sulla spiritualità e sulle virtù della Suora a cui c’è chi attribuisce anche alcune guarigioni (l’ultima in ordine di tempo sarebbe quella di una signora romana, guarita da un tumore alla gola) ed è stato anche raccolto un corposo volume di testimonianze in cui viene presentata la sua opera caritatevole.
Tale Volume è al vaglio di otto consultori teologi della Congregazione, ed il
loro voto favorevole rimetterà il tutto al giudizio dei vescovi e dei cardinali per poi lasciare l’ultima parola al Papa il quale dichiarerà la “venerabilità” di Suor Addolorata Luciani (positio presentata dal 1° novembre 2008)
In quanti l’avvicinarono nel suo cammino terreno, una sola profonda convinzione lasciò nei loro cuori: “Suor Addolorata è una Santa!”
Per conoscerLa meglio rivolgersi al MONASTERO PASSIONISTE DI RIPATRANSONE (AP) – Tel. 0735.9304.
Antonella Ciccarelli



A me le monache mi sono simpatiche anche se non riesco a concepire la clausura. Ho anch’io una zia monaca e ogni volta che vado a trovarla in convento sembra veramente di essere in Paradiso.
Auguro con tutto il cuore che Suor Maria Addolorata Luciani diventi santa anche se io ritengo che sia già santa.
Oltretutto ha il cognome di un grande Papa.
Della scelta di una vita di contemplazione, si pensa alla distanza, al distacco, all’allontanamento dal mondo, dal vissuto ordinario, ma la beltà del donarsi totalmente a Nostro Signore come ha fatto questa Suora è davvero semplicemente sublime
Seppur nella sofferenza, mostrava sempre un timido sorriso e, si legge in molte lettere, che era lei che incoraggiava ad avere speranza e fiducianel prossimo.
Ad avvalorare quello che dici sono le prove della vita che ha subito che non l’hanno portata ad arretrare di un passo dal suo spirito volitivo e appassionato, votato all’amore per Gesù, al rispetto della dignità di ognuno e al far sentire ogni persona consapevole della propria ricchezza d’animo, a rinfrancare ognuno nella fiducia e, soprattutto, nella speranza del domani.
è un esempio al valore umano, una vita eroica e virtuosa vissuta per un senso, il sano senso del nostro esistere, che Sr. Maria Addolorata ha avuto il grande dono di compenetrare e fare ardentemente suo.
Dagli scritti di Sr. Maria Addolorata leggiamo: “Sulla via dolorosa che porta al Calvario, ti chiedo, Gesù, di divenirti compagna … insegnami ad abbracciare la croce e quando cado, insegnami a rialzarmi … insegnamelo tu Gesù a vedere nel dolore un disegno di amore … innamorami del patire”.
E questo la dice lunga sulla grande persona di cui abbiamo a dire!
La bellezza d’insieme dell’esperienza umana di Sr. Maria Addolorata riempie, rinnova di speranza, e diviene modello significativo dell’amore e l’espressione di una temerarietà sanamente coraggiosa.