Li frascarelli de li puritti e de li signorotti!

Giornate fredde e piovose, questo è proprio il periodo adatto per cucinare "Li Frascarelli"!

Nato come piatto povero della cucina contadina marchigiana, ora è diventato il re nei ristoranti tipici che propongono piatti della storia culinaria marchigiana.

In tempi di miseria quando l'unico mezzo per riscaldarsi era il camino, li frascarelli erano altresì usati per riscaldare il corpo sia perchè serviti bollenti e anche perchè molto sostanziosi.

Esistono tre modi di preparare li frascarelli:

quelli de farina o de li puritti (dei poveretti), di sola farina di grano, sale e acqua;
quelli de riso nei quali per favorire i grumi si metteva il riso per cui venivano chiamati anche "riso curgo", riso coricato nel maceratese;
e infine quelli de li signori in cui si aggiungevano i cicitti, palline di pasta all’uovo.

Il procedimento è abbastanza semplice, si versa la farina di grano in acqua bollente, mescolando continuamente così come si fà per la polenta,mentre precedentemente sulla spianatora avrete bagnato con un pò d'acqua, un pò di farina cercando di formare delle pallottoline (ciccetti) da buttare nella pentola.

Per preparare lo riso curgo invece dopo aver buttato nell'acqua precedentemente salata la farina, aggiungere qualche manciata di riso e mescolare bene. Dopo circa mezz’ora, quando la farina avrà raggiunto la consistenza della polenta e sarà cotta, si verserà sulla spianatora o nei piatti piani.

A parte soffriggere con l’olio la pancetta e la cipolla, aggiungere la passata di pomodoro, o per chi preferisce i pomodorini a pezzetti. Cuocere per qualche minuto a fuoco vivo. Condire i frascarelli con il sugo e spolverizzare con pecorino grattugiato, o con parmigiano reggiano.

Potranno risultare un pò appiccicosi, specialmente quelli ottenuti con la sola farina di grano, infatti proprio per questa loro caratteristica venivano anche chiamati li ‘ppiccicasandi cioè appiccicasanti a ricordare che una volta la colla si faceva con la farina.

Piatti della tradizione e dei tempi che furono… voi quali altri piatti conoscete dei tempi andati?

Antonella

57 commenti


  1. Mia madre me li faceva perchè piacevano molto a mio padre, ma mi rimanevano troppo collosi e da piccino pur amando il riso mi rimasero indigesti e da quel dì non li ho più mangiati… adesso aspetto la Mamma Maria (mamma di Antonella) per rivedere la mia posizione nei riguardi dei mitici frascarelli.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  2. Il segreto per non farli troppo collosi Fabio, è proprio quello di aggiungere il riso, vedrai che li gradirai meglio e te ne mangerai anche due piatti!!!
    Chissà che non li mangeremo proprio domani per cena?!

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  3. Io di “fornelli” non ne capisco tanto, ma posso assicurarvi che sono una buona forchetta e se qualcosa non va, mi accorgo subito. Ogni volta che vengo dalle parti del maceratese trovo sempre una squisita cucina, sono rimasto sempre soddisfatto. In quel di Macerata e dintorni, eccellente il rapporto nei ristoranti qualità e prezzo. I Frascarelli dalle mie parti non sono tanto noti o se non altro poco presentati, ma ho avuto la fortuna di gustarmeli non tanto tempo fa in un tipico ristorantino in una frazione di Macerata e devo dire che è un piatto ottimo e gustoso.

    Secondo voi, che vino abbinereste a questa portata?

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  4. Franco io abbinerei quest’ottimo piatto con un vino rosso, tassativamente marchigiano, che anche molti consumatori esteri hanno mostrato di apprezzare, il Brecciarolo, un rosso piceno Superiore che possiede una sua forte corposità, ma allo stesso tempo dotato di morbidezza e buona bevibilità, grazie all’affinamento in botti di rovere.

    Tu invece che vino ci hai sorseggiato mentre assaporavi questo stupendo piatto?!

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  5. per Antonella

    Hai dimenticato di dire che questa ricetta è indicata per le donne che allattano.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  6. Dopo li frascarelli de li puritti, di solito, si mangiava la saràca.

    PREPARAZIONE
    Appendere al soffitto, con lo spago, la saràca per la coda.
    Prendere due fette di pane e pressarle sulla saràca per catturarne il sapore.
    Allargare le due fette di pane, lasciando libera la saràca, e mangiare.
    E’ assolutamente vietato mangiare la saràca e lo spago.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  7. Li Frascarelliiii!!!! BONIIII!!! Pure nonna li fa co lo riso e dice oggi a pranzo se magna lo riso curgo…
    Anto lo sapevi che il nome frascarelli deriva dal fatto che nel passato l’acqua per formare li ciccitti, non si spruzzava nella farina con le dita, ma con un ramoscello che dalle parti nostre viene chiamato proprio “frasca”, da cui deriva il nome poi di “frascarelli”!

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  8. Antonella

    Il Brecciarolo? Un buon rosso pieceno adatto a tutte le occasioni. Ma dato che siamo nella stagione adatta, ho preferito un “novello” sfuso.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  9. li frascarelli co mocco’ de sugo co li veselli penzo sia lo massimo e come vi ce metterio un guccittu de Lacrima de Morro de Marotti Campi, braà Antone me piace quanno parli de magna de le parti nostre.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  10. Qui in Umbria siamo soliti prepararlo in maniera differente da Voi:

    con il setaccio si stende la farina a velo sulla spianatoia.

    Quindi si bagna a pioggia con l’uovo sbattuto.

    La farina così ammollata è raccolta e passata tra le mani per ottenere dei grumetti, dai quali viene tolta la farina in eccesso ripassandoli al setaccio.

    Li frascarélli vengono cotti in brodo bollente, ottenuto soffriggendo aglio, prezzemolo e olio, con un po’ di pomodoro, e aggiungendo acqua q.b., fino ad ottenere una minestra abbastanza densa.

    Una volta scodellata può essere arricchita con una spolverata di parmigiano o, preferibilmente, di pecorino.

    Questo piatto, piuttosto corposo, in genere veniva preparato per la prima colazione.

    Esiste un’altra versione di questa ricetta, senza l’uovo, nella quale la farina bianca di grano è versata a pioggia nel brodo, fino ad ottenere una sorta di lenta polentina.

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  11. Cecco ma che è la saràca?!
    Quando ero piccola se qualcuno mi prendeva in giro gli dicevo: guarda che se non la smetti te dò ‘na saràca!!!
    Sicuramente non stiamo parlando della stessa cosa… ;-)

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  12. Nella cucina tipica modenese la “saràca” era il cibo dei poveri, soprattutto un companatico a insaporimento di pane e polenta.
    E’ idem a quanto vuol dire Cecco?

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    Cita | Posted 2 novembre 2010,

  13. xTreviAmbiente

    ciao, malgrado io sia di Perugia non conoscevo questa ricetta :)
    Anche nella nostra cucina (umbra) ci sono tante ricette povere ed anche tanti tipi di alimenti che sarebbe bene continuare a produrre e consumare prima che le generazioni se li dimentichino.

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    Cita | Posted 4 novembre 2010,

  14. Fortunatamente ci sono ancora hosterie dove ti offrono genuini piatti della cucina tradizionale, cucina casareccia e gustosa e a gestione familiare. Ogni volta che mi sposto, preferisco fermarmi in questi luoghi che raccolgono la cultura e le tradizioni del posto invece di ristoranti che ti offrono delle combinazioni, anche se sfiziose.
    B&W è vero, i giovani dimenticano facilmente le usanze e tradizioni culinarie. Il piacere della riscoperta di sapori genuini è stato quasi del tutto dimenticato.Preferiscono i fast food, Hamburger e patatine fritte e coca cola al posto dei, magari, fracarelli, o un bel piatto di polenta al sugo spolverata con abbondante parmigiano, o una grigliata mista di carne all’italiana con del buon vino rosso o delle fantastiche tagliatelle.
    Io, per quando riguiarda la tavola, sono per la tipica e tradizionale seppur vecchia cucina dei nonni .

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    Cita | Posted 4 novembre 2010,

  15. xFranco

    io nella cucina sono molto variegato e mi diletto nel cucinare
    oltre ai piatti tradizionali mi piace molto la cucina indiana ed ultimamente mi sto cimentando con quella medievale.

    Sono molti non solo i piatti che stanno andando nel dimenticatoio, ma anche alcuni alimenti, mi vengono in mente tanto, per rimanere nella mia terra, le cicerchie oppure alcuni tipi di farina che oramai sono utilizzati pochissimo, o tante spezie che noi siamo oramai disabituati ad usare.

    Sarebbe bene non dimenticare tanti piatti gustosi. Questo presentato nell’articolo certamente lo proverò.

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    Cita | Posted 4 novembre 2010,

  16. xAntonella

    quella saràca che intendi te da noi si dice saracca
    te do ‘na saracca

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    Cita | Posted 4 novembre 2010,

  17. B&W la cucina medievale!?! E in cosa consiste, come si cucina e qual’è il piatto più gustoso?
    A me la parola cucina medievale mi riporta a Palma de Maiorca, quando tempo fa in vacanza ci hanno proposto una serata medievale all’interno di un castello, con tanto di cavalli e cavalieri, ma quello che mi ha più divertito è stato l’obbligo di mangiare assolutamente con le mani, una goduria…
    Non ricordo bene tutte le portate, ma il cosciotto di pollo cotto nel girarrosto alla brace me lo ricordo e come…..

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    Cita | Posted 5 novembre 2010,

  18. I sapori della cucina medievale sono molto ma molto differenti da quelli che pensiamo. Sono sapori ormai dimenticati salvo per qualcuno, come B&W, che per affascinare il suo palato si dedica alla riscoperta delle tecniche di altri tempi. Non è facile abituarsi alla cucina medievale. Almeno io non riesco anche se nel medioevo non mangiavano tanto male e non è assolutamente vero che erano rozzi. Anzi, riguardo alla gastronomia, era una ricerca costante di sapori, colori, abbinamenti, il tutto finalizzato a dare il massimo piacere possibile.
    Sia donne che uomini erano delle buone forchette. Addittura nel medioevo c’erano maestri cucinieri e corsi di cucina. Ci sono state tramandate, tramite antichi testi, delle ricette davvero originali a cominciare da il dessert alla meravigliosa pappa e polenta di diversi cereali (la moderna pastasciutta), dall’ombo di maiale arrosto al vino rosso alla frittura e risotto, dal bollito alla marmellata di ogni genere di frutta.

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    Cita | Posted 5 novembre 2010,

  19. B&W, hai ragione: le cicerchie – come il farro e il granoturco – effettivamente raramente vengono servite al ristorante e altrettanto raramente si trovano nelle tavole di casa (almeno da me). Un tempo molto apprezzata, ho saputo che il suo seme sta scomparendo. Si predilige più la lenticchia di Castelluccio e i ceci che maggioormente provengono dall’Asia. Ovviamente poi dipende dalla zona dove la cicerchia si continua a produrla, tipo la Murgia, e quindi gli abitanti della zona approfittano di questa tipicità unica.

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    Cita | Posted 5 novembre 2010,

  20. xAntonella

    Quel poco che ci è arrivato della cucina medievale, è solo una piccola parte, i testi di cucina medievale per lo più presentano ricette destinate ai ricchi. Come è ovvio un cuoco che scrive è cuoco per ricchi e presenta piatti che per la maggior parte della popolazione erano impossibili da realizzare. Io mi sto dedicando ultimamente, a tempo perso, proprio nella realizzazione di alcuni di questi piatti, cercando per quanto è possibile di utilizzare le stesse materie.
    Mentre credo che in piccola parte la cucina medievale sia rimasta nella tradizione culinaria contadina di alcune zone dell’italia, cosa difficile da dimostrare naturalmente, la cucina più sofisticata medievale, si discosta ampiamente dai sapori a cui noi oramai siamo abituati, ad esempio fa uso di spezie che da noi in Italia raramente si usano, oppure spesso combina sapori agrodolci.

    Per ora un piatto che mi è riuscito bene è preso da un testo di cucina del XIV sec. ed è un piatto di pollo cotto con spezie e mandorle ed agresta.

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    Cita | Posted 5 novembre 2010,

  21. Per Antonella

    La saràca è la femmina del “sarago”, un pesce sotto sale molto più grande delle sardelle.
    La ricetta da me pubblicata è scaturita dal fatto che questo pesce, in passato, era molto raro e quindi bisognava conservarlo a lungo.
    Anche il termine “sardelle” viene spesso utilizzato con il significato che intendi tu per saràca: “Se non te stai fittu te do du’ sardelle”.

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    Cita | Posted 8 novembre 2010,

  22. Cecco chissà se la frase: te dò ‘na sardella…o te dò ‘na saràca…derivi dal fatto che un tempo se facevi arrabbiare qualcuno venivi trattato con pesci in faccia!!! :-)

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    Cita | Posted 8 novembre 2010,

  23. B&W come ti è venuta questa passione per la cucina medievale?!
    Hai forse intenzione di aprire un locale, che ci riporti indietro nel tempo, quando i cibi erano veramente genuini e non come adesso che a volte ti chiedi in certi ristoranti se le pietanze sono commestibili o di plastica?!
    Sarebbe bellissimo aprire un locale a tema, tanto di camerieri e cuochi vestiti in abiti medievali…con piatti di potata di terracotta, fumanti e dai sapori ormai dimenticati…facci un pensierino che non sarebbe male e noi del blog saremo i tuoi primi clienti!!! ;-)

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    Cita | Posted 8 novembre 2010,

  24. xAntonella
    giusta osservazione riguardo la sardella /saracca :D

    Riguardo al locale a tema, sarebbe una esperienza interessante, tuttavia non sono ancora così esperto nel poterlo fare. Anche se ho letto diversi testi del periodo molto c’è da imparare. Inoltre non so se il locale potrebbe interessare gli italiani, infatti spesso la cucina medievale ricca si discosta nei sapori a cui siamo abituati. Sto testando su amici alcune pietanze, e per ora i risultati sono contrastanti, alcuni sono entusiasti di questi sapori nuovi, in altri, forse meno inclini al cambiamento gastronomico, non hanno ottenuto successo particolare.
    Sto pensando che si potrebbero alternare ricette più simili alle attuali ad altre più lontane, in modo da permettere una più ampia scelta.
    In particolare penso a ricette tradizionali o contadine che potrebbero avere origini medievali e sulle quali mi devo documentare, alcuni esempi, panpepato castagnaccio cicerchiata vino cotto imbrecciata o altri tipi di zuppe “povere” o altri piatti tipici della mia terra o della mia città.

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  25. Non credo che oggi come oggi una taverna medievale abbia successo. Casomai un’hosteria con una scelta di piatti tradizionali riallacciandosi alla tradizione contadine di inizio secolo potrebbe andare, ma non per tutti.
    Non confondiamo i gusti popolari medievali con ciò che ci viene servito nelle taverne durante le sagre paesane. La vera cucina medievale, quella che ci indica B&W, è tutt’altra cosa!
    Io ho partecipato ad un pranzo veramente medievale, e posso assicurarvi che il nostro palato non è abituato a cibarie del genere.

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  26. Sicuramente Franco non siamo più abituati ai sapori medievali, magari potremmo assaggiarli per una serata particolare, tanto per provare ma poi il gestore non potrebbe vivere con una sola serata di guadagno, ma deve avere la certezza che poi il cliente soddisfatto delle pietanze assaggiate, ritorni come cliente affezionato e porti con sè amici e conoscenti…
    Però come dice B&W, magari modificare un pò le ricette ed avvicinarle ai nostri gusti…come hanno fatto magari i cinesi che propongono le loro pietanze “Italianizzate”, perchè vi assicuro io che sono stata in Cina nei ristoranti cinesi italiani i piatti proposti nel menù hanno poco o quasi nulla di CINESE!!!
    In Cina è stato l’unico mio viaggio dove sono dimagrita 5 chili in 15 giorni!!!!

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  27. Oggi siamo stati a visitare la ditta Varnelli, accolti dalle tre sorelle Varnelli che sono tre donne speciali e che meritano veramente il successo che sono riuscite ad ottenere!!!
    Approfitto per fare gli auguri di compleanno alla signora Donatella Varnelli che oggi ha compiuto……anni, di una signora non si dice mai gli anni che ha, anche perchè ne dimostra molti meno ed è sempre una bellissima e simpaticissima donna!!!

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  28. Anche se B&W modifica qualcosa, mi spiace, ma niente da fare eh eh eh
    Ancora ho addosso l’odore delle aringhe!!! eh eh eh eh e il sapore del vino inacidito eh eh eh

    La cucina del medievo è solo per inguaribili amanti. eh eh eh
    Meglio lasciarsi andare sulle bruschette al tartufo nero, uova al guanciale, tagliatelle al tartufo bianco e sull’agnello che si cucinano in certi localini da favola dei Sibillini??? mmmmmmm da leccarsi i baffi!! eh eh eh

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  29. Tartufo bianco…nero…e ma tu vai sul fine!!!
    Va bè allora lasciandoci alle spalle il medioevo, io mi accontento anche di un bel piatto di penne all’arrabbiata o due spaghetti alla carbonara, ma il vino inacidito NOOOOO!! ;-)

    Però dopo cena un cicchetto di Dark Passion non deve assolutamente mancare!! :D

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  30. Auguri Signora Donatella per i suoi…..anni!!!!!!!!!!!!!!!!
    ok, le regole del bon ton vanno rispettate, però le regole non vitano conoscere l’anno di nascita!!! eh eh eh eh

    Quanti anni hai? E’ una frase gentile, formale, elegante…
    Strano che venga recepita dalle donne come “Quanto vecchia sei?”
    eh eh eh

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  31. Carbonara e errabbiata nel medioevo????? Casomai un bell’arrosto di animale domestico eh eh eh eh

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  32. ok, vada per il Dark Passion, ottima scelta!!!!!!!!!!!!!

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  33. In Cina gli arrosticini di cane e di gatto erano sempre presenti…per non parlare di topi e di serpente!!!
    Comunque tra le tante porcherie devo ammettere che cotti bene e in piccoli pezzetti non sono mica male!!!!
    Ho cercato di poter comunicare in inglese per scoprire cosa stavamo mangiando, ma non sapevano una parola d’inglese e per forza di FAME ho mangiato questi arrosticini ben croccanti che non sapevano nè di carne e nè di pesce…. che cosa avrò mangiato?!
    Bho è meglio che non ci penso altrimenti…svengo!! :-(

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  34. Il Dark Passion sarà uno dei miei prossimi post in questo blog, ma prima devo fare l’articolo sul Tonico Digestivo Varnelli, perchè l’ho promesso alla signora Simonetta Varnelli, quindi Franco preparati che dovrai commentare quest’amaro nei prossimi giorni, l’hai mai assaggiato?

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  35. blaaaaaaaaaa forse hai mangiato un buon gatto!!!!! eh eh eh
    Anche un mio amico ha avuto la tua stessa esperienza, solo che lui non ha mai mangiato, una settimana ha sgranocchiato solo patatine e bevuto coca cola

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  36. L’ho assaggiato non molto tempo fa!!!! Non credo che fosse un amaro, casomai un ottima crema dal gusto dolce!!! sbaglio??? Non sapevo che fosse Varnelli.

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  37. Se stai parlando del Dark Passion, l’avrai trovato dolce perchè è una crema di cioccolato con il 17% di alcool ed assomiglia un pò ad un punch al cioccolato…ma se parliamo del Digestivo Tonico è un vero e proprio amaro digestivo, che se la distilleria Varnelli non aggiungesse alla ricetta una percentuale di miele non si riusciebbe nemmeno a bere!!!

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  38. Un gattoooo!!! Preferisco quasi che sia stato un serpente, il gatto mi farebbe troppa tenerezza ed avrei dei rimorsi di coscenza…
    Comunque in tempo di guerra anche in Italia si mangiavano i gatti, anche se Bigazzi per averlo detto in TV è stato sospeso!!!
    A Macerata c’era addirittura una pensioncina che ora non esiste più, che erano famosi per come cucinavano la cacciagione, ma in realtà qualche volta quando la richiesta di lepre era alta e loro non ne erano provvisti, cucinavano allo stesso modo e con la stessa ricetta il gatto!!! Hiii…Hiii…Hiiii….

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    Cita | Posted 9 novembre 2010,

  39. xFranco
    quando parli di vino inacidito intendi l’agresta?

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    Cita | Posted 10 novembre 2010,

  40. B&W, non so dirtelo, so solo che mi è stato detto che il vino era ottenuto da una semplice spremitura e che per renderlo più bevile sarebbe stato meglio aggiungere acqua. E’ quello che ho fatto, ma ugualmente tendeva all’aspro.

    Antonella, al tempo della guerra tutto era commestibile, anche la selvaggina domestica eh eh eh eh come dice il detto “tutto fa brodo”" eh eh eh

    Antonella, riguardo al Dark Passion non so che dirti. Quello che ho assaggiato era una dolce crema. Non sapevo che esistesse il Digestivo Tonico.

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    Cita | Posted 11 novembre 2010,

  41. xFranco

    l’agresta (o agresto) è un condimento particolare0 fatto con l’uva che tuttora si usa in alcune zone di campagna del nord Italia e credo anche in Francia.
    Quindi no non c’entra nulla con il vino che hai assaggiato te.

    Nel nedioevo pare ci fossero più o meno tre qualità di vino, il vino vero e proprio per ricchi preso dalla prima spremitura, il vinello, e l’acquerello della ultima spremitura che veniva consumato dai meno abbienti così detto perchè veniva allungato con acqua.

    quindi o ti hanno dato l’acquerello oppure semplicemente ti hanno dato del vino inacidito :) nel medioevo non c’erano i solfiti

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    Cita | Posted 11 novembre 2010,

  42. B&W
    niente acquarello, per renderlo più accettabile, io dovevo aggiungere acqua al mio bicchiere. Non che il vino che veniva servito era stato allungato con acqua. Ad ogni modo a queste tavolate, specificatamente medievali, si accede solo ed esclusivamente con invito (Club Privè). Quindi niente fregatura!!! Ho voluto provare. Esperienza, per me che sono abituato ai “manicaretti della nonna”dove il buon vino la fa da protagonista, fortemente negativa.

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    Cita | Posted 11 novembre 2010,

  43. L’acquerello era proprio il vino scadente dei più poveri che per essere reso accettabile veniva allungato con acqua.
    La cucina medievale, per quel poco che ho realizzato ed assaggiato, a me piace, ma a me piace essere aperto anche a gusti differenti dai soliti.
    I manicaretti della nonna sono buoni, ma a volte mi piace cambiare.

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    Cita | Posted 12 novembre 2010,

  44. Mi avete incuriosito…ma che sono ‘sti manicaretti della nonna?!

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    Cita | Posted 12 novembre 2010,

  45. Antonella
    manicarretti della nonna è un modo di dire per indicare la cucina tradizionale di inizio secolo. In altri termini le ricette di molto tempo fà, buone e vecchie ricette di casa.

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    Cita | Posted 12 novembre 2010,

  46. :-( Franco ed io che pensavo fossero le mezze maniche con salsicce panna e piselli!!! :D

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    Cita | Posted 12 novembre 2010,

  47. boneeeeeeeeeee!!!!!!!!!!

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    Cita | Posted 12 novembre 2010,

  48. Anche in Umbria, sono di Cannara, esiste tuttora il modo di dire : te dò ‘na saracca. Si tratta di una delle tante deformazioni delle parole. Le Salacche sono pesci conservati sotto sale che suppongo si presentavano rigidi come un pezzo di legno infatti si usa dire anche :te dò ‘na sardella.
    Delle Salacche e della loro commercializzazione ne parla Rebora nel libbro “Civiltà della forchetta”

    Ernesto Parziani
    Perbacco vini e cucina Cannara

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    Cita | Posted 13 luglio 2012,

  49. Salve Sig. Ernesto la ringraziamo del suo commento se gradisce possiamo scambiarci i links e magari scrivere qualcosa sui nostri o suoi media…
    a presto risentirla
    Fabio Renzetti
    334.9134426

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    Cita | Posted 14 luglio 2012,

  50. B&W dato che anche tu sei umbro conosci il signor Ernesto Parziani che ha lasciato un commento qualche giorno fa?

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    Cita | Posted 17 luglio 2012,

  51. Sono “oste” dal 1994 al Perbacco di Cannara, e sono uno “storico dell’alimentazione de noantri “.In umbria si chiamano frascarelli anche la polentina di farina che si diceva facesse produrre più latte alle puerpere

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    Cita | Posted 18 luglio 2012,

  52. salve Ernesto, mi era sfuggito il suo post.
    Capitano numerosi umbri qui allora.

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    Cita | Posted 18 luglio 2012,

  53. Benvenuto signor Ernesto nel nostro blog!!
    Se le fa piacere potrebbe scrivere lei stesso un articolo che riguardi l’alimentazione de noantri o di qualsiasi argomento lei faccia piacere parlare.Se lo gradisce lo può mandare a ciccarelli.antonella@gmail.com e sarà un immenso piacere postarlo qui nel blog.
    Anche mia mamma quando ero incinta mi faceva spesso li frascarelli proprio perchè diceva che mi avrebbero fatto venire più latte!! E da voi come si fanno?

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    Cita | Posted 18 luglio 2012,

  54. Grazie per l’accoglienza, riguardo ai frascarelli è stato scritto tutto nei blog, per riavvicinare un pubblico più vasto, si possono condire a piacere con funghi, tartufo, frutti di mare e via con la fantasia.Da sottolineare il fatto che si possono fare in casa in cinque minuti.

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    Cita | Posted 21 luglio 2012,

  55. Ma signor Ernesto usate fali con il riso o solo con i grumi di massa di farina? E ci mettete anche un pizzico di farina di mais?

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    Cita | Posted 21 luglio 2012,

  56. Suppongo che nei frascarelli l’uso del riso sia solo marchigiano, in Umbria non abbiamo mai avuto una grande coltivazione di riso come nelle Marche.
    Come già scritto nel post di Trevi, in Umbria o perlomeno nella valle di Assisi fino a Spoleto si usa..va fare i frascarelli o, tipo polentina con farina di grano oppure facendo grumi di uovo e farina ( chi poteva anche formaggio grattugiato). Per ottenere questi grumi , si stende la farina su di una spianatoia, si batte un uovo con poco sale e formaggio grattugiato e viene spruzzato l’uove sulla farina immediatamente mossa con le dita aperte come per salutare. L’abilità sta nel creare piccoli grumi e non formare uno gnocco. Se si formano grumi troppo grandi, si battono con il coltello dividendoli e poi si setaccia il tutto.
    Nel libro di Salvatore Marchese, “Cucine dell’ Umbria” c’è scritta la ..favola della frasca che darebbe il nome ai frascarelli, ma non mi convince anche perchè in assenza di documenti o testimonianze dirette possiamo dire tutto quello che ci pare e poi perchè andare ogni volta a procurarsi la frasca per un lavoro che si poteva fare con le mani??
    Per non passare da frascarellologo, c’è…ra in uso qualche cosa di simile fatto con i fagioli e la farina di granotuco l’ impastoiata, ma questa è un’altra storia.

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    Cita | Posted 22 luglio 2012,

  57. Grazie Ernesto per la sua ricetta per come fare i frascarelli…l’impastoiata non credo di averla mai mangiata, probabilmente è un piatto tipico umbro, perchè non ci racconta che cos’è l’impastoiata?

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    Cita | Posted 25 luglio 2012,

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