La pietra filosofale è anche in noi.

 
Si possono distinguere tre ambiti della ricerca alchemica: l’Alchimia metallurgica, l’Alchimia dell’elixir e l’Alchimia Spirituale.
 
L’Alchimia non era quindi solo un’arte di laboratorio, ma anche una trasformazione alchemica spirituale dello stesso Adepto. Come per la via della trasmutazione e la ricerca della Pietra Filosofale, così anche l’Alchimista durante l’arte trasmutatoria attraversava vari stadi.
 
In sostanza non c’era solo il raggiungimento della perfezione o la rigenerazione dei metalli e del corpo umano ma anche quello della trasformazione dell’Alchimista stesso verso un’umanità nobile e aurea. Pur nella loro diversità, tutti questi aspetti avevano per l’Alchimista pari dignità e importanza, nessuno era trascurato, camminavano parallelamente per il raggiungimento della Grande Opera.
 
Accenniamo quindi a questo percorso spirituale, un cammino iniziatico che ogni Alchimista saggio intraprendeva e perseguiva per il suo perfezionamento interiore nel mentre era di fronte all’ athanor (fornace).
 
Cominciamo a dire che lo stesso laboratorio (laboratorium) dell’alchimista non sarebbe altro che una segreta allegoria del percorso di auto perfezionamento agnostico. L’ambiente è angusto, fumoso, polveroso, con un numero incredibile di strumenti sparsi qua e là nel medesimo disordine come alambicchi, serpentine, grossi vasi di vetro a forma di pera, pile di libri, ma soprattutto il laboratorio è oscuro, quasi a richiamare la fonte principale di luce che è emanata dall’athanor e che, a sua volta, si riflette sul viso curvo dell’Alchimista.
 
La veglia vicino alla fornace, le notti che si accompagnavano a un digiuno durante i periodi cruciali per la sorveglianza degli strumenti, le preghiere e le invocazioni davanti all’altare allestito nel laboratorio davanti al crogiolo (vaso aperto o calderone) e l’alambicco (strumento per la distillazione), le vesti dell’Alchimista che variavano di colore da una fase all’altra del percorso alchemico, i sogni e le visioni vissuti dall’Alchimista basati su viaggi immaginari in diversi luoghi e incontri con strani personaggi, non stanno altro che a simboleggiare un rituale del perfezionamento interiore e costituiva una forma di ascesi spirituale.
 
Durante la realizzazione della trasmutazione dei metalli, l’Adepto poteva conoscere, cogliere, costatare, verificare, palpare tutti i misteri e i segreti dell’universo. L’Adepto poteva contemplare l’azione delle leggi divine, governatrici del cosmo e dell’Uomo. La successione delle operazioni della Grande Opera in laboratorio (dall’inizio alla fine) era strettamente vietata alla vista dei profani. Il procedimento chimico in grado di produrre la Pietra Filosofale, in questo caso il cammino iniziatico, poteva durare anni prima che l’Opera fosse compiuta.
 
Secondo l’interpretazione classica, gli iniziati alchimisti chiamavano questo percorso “Triplice Corona”, in altre parole tre caratteristiche peculiari: Nigredo (opera al nero), Albedo (opera al bianco), Rubedo (opera al rosso). Ognuna di queste fasi consisteva in sette operazioni chimiche. Quindi ventuno operazioni in tutto per passare dal primo stadio piombo al settimo stadio oro.
 
La prima fase, Nigredo (posta sotto l’influenza di Saturno), era la fase della purificazione, simbolo del corvo; era detta anche fase della melanconia (umore nero). Il regno metallico doveva morire intendendo con questo la liquefazione della materia. La morte alchemica (solve) separa i due principali mercurio-zolfo tra loro (il sale rimane sotto forma di cenere). Il fine di questa separazione è di permettere una fissazione (coagula) dello zolfo-mercurio (spirito-anima) migliore che allo stato naturale.
 
Le altre due fasi erano di affinamento e perfezionamento della prima fase. L’Albedo era la fase della purezza (posta sotto l’influenza di Mercurio), aveva come simbolo la colomba. Era l’anima che usciva dal corpo in putrefazione “Era lo stato d’estasi attiva che sospende la condizione umana, rigenera e reintegra la personalità nello stato non corporeo”. La terza fase, la Rubedo, era la fase della perfezione (posta sotto l’influsso del Sole) aveva come simbolo il fuoco, la salamandra. Lo zolfo e il mercurio purificati, divenuti zolfo filosofico e mercurio filosofico sono uniti, grazie al sale recuperato dalla prima fase. Sono le Nozze Alchemiche, re-regina, l’unione degli opposti, il Rebis.
 
Il metallo è al settimo stadio, quello dell’oro: l’Adepto è al settimo cielo, ha raggiunto l’illuminazione. La Pietra Filosofale è lo spirito del mondo reso visibile. In sostanza l’Alchimista che compie la Grande Opera raggiunge uno stadio evolutivo superiore, quasi divino, che è lo stadio cui tutta l’umanità tende e che solo all’iniziato alchimista è concesso di raggiungere. Tramite il duro e lungo percorso iniziatico, quando la Grande Opera è compiuta, l’Alchimista ha raggiunto una levatura morale e spirituale che gli permette di gestire l’enorme conoscenza e ricchezza per fare del bene.
 
Come il metallo vile è trasformato in metallo puro (nobile), così la vita interiore dell’Alchimista è trasformata da una nuova ricchezza spirituale.
 
Franco
 
 
(consiglio la visione del film: l’Opera in Nero” del 1987 con Gian Maria Volonté).

27 commenti


  1. Ciao a tutti. Ho chiesto alla Cara Antonella di postare questo articolo (ci sarà probabilmente un seguito) nella speranza che desti interesse. Certamente Alchimia e Alchimisti non è un argomento alla portata di tutti ma il mio desiderio è di accrescere in voi il desiderio di conoscere e approfondire un tema davvero speciale e affascinante. La ricerca dell’elixir di lunga vita (Pietra Filosofale), la trasformazione del metallo vile in oro, il viaggiare attraverso l’esoterismo, il mistero degli alchimisti e il loro mito ha sempre ammaliato l’uomo e lasciato un segno profondo nella nostra storia che non dobbiamo dimenticare. Dicono che tra l’alchimia e la moderna chimica ci sono delle relazioni. Io, in modo brillante, accetterei anche l’affermazione che pure tra il barman e il vecchio alchimista c’è qualcosa di attinenza. Come tanti Alchimisti alla ricerca della formula segreta, il barman miscela alcol, distillati, polveri, spezie rare. Qualcuno dice: “”i loro banconi (dei barman) assomigliano a laboratori: al posto di shaker e blender, usano pentolini e alambicchi, contagocce, cannelli da pasticceria per caramellare. Persino raggi laser, per regalare nuove fragranze ai cocktail””. Il fine cui giunge il barman può essere benissimo accostato alla Grande Opera, ossia il processo con cui il barman è arrivato a realizzarsi.

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    Cita | Posted 13 maggio 2010,

  2. Finalmente l’articolo di Franco complimenti! Wow che conoscenza sui alchimisti davvero bella la storia.Sei tu nella foto? ciao :)

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    Cita | Posted 13 maggio 2010,

  3. Franco innanzitutto grazie sia per l’interessantissimo articolo sui “cugini” alchimisti… mi viene da dire… e sull’ottima similitudine fra noi ed essi.

    Vorrei sapere se è vero che l’alchimia è una protoscienza che come suo obbiettivo è di creare la panacea universale, un rimedio che dovrebbe curare tutte le malattie e prolungare indefinitamente la vita grazie anche alla pietra filosofale che era la chiave per questo obiettivo.

    Mentre gli alchimisti non sono dei protoscenziati ma bensì dei maghi che nel corso degli anni si sono specializzati nell’ arte di fabbricare pozioni più con l’aiuto della magia che della scienza.

    Grazie

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  4. EN TO PAN

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  5. Franco ma l’articolo è semplicemete STUPENDO!! Pensa che io dell’argomento che tratti nel tuo articolo ne so veramente poco o diciamo niente… :-( però sono proprio contenta che ne parli così sono convinta che ogni tuo articolo sarà per me una vera e propria lezione da cui apprendere!! Mi sembra quasi di essere ritornata tra i banchi di scuola quando il prof. ci spiegava chimica ed io affascinata lo ascoltavo con la stessa emozione che mi suscita leggere il tuo articolo…Complimenti scrivi veramente bene e sono convinta che saresti un ottimo professore ( o già lo sei?) di quei professori che riescono a trasmettere ai loro studenti il desiderio di conoscere a fondo l’argomento trattato.
    Adesso sono sicura che ti farai una grandissima risata quando ti dirò che io sono venuta a conoscenza della pietra filosofale, dalla serie di romanzi di Harry Potter,la quale è custodita in un corridoio segreto ad Hogwarts, da un enorme cane a tre teste. È dotata di immensi poteri e Voldemort, usando il professor Raptor, tenterà di impadronirsene. Di poteri ne aveva tanti e fra gli altri fra gli altri aveva anche quello di assicurare una vita oltremodo lunga a chi ne usufruiva (eterna se la si assume regolarmente), nella serie infatti, l’alchimista Nicolas Flamel, ha più di 600 anni. Nel corso delle vicende purtroppo la pietra verrà distrutta dallo stesso Flamel, che morirà di vecchiaia assieme alla moglie parecchi anni dopo.
    Comunque con me hai ottenuto il tuo risultato…e cioè quello di aver destato in me molto interesse per l’argomento, affascinandomi e catturando tutta la mia curiosità… ;-)
    Grazie Franco e stai tranquillo non finisce qui, questo sarà il primo post di una lunga, anzi lunghissima serie.
    Buona notte e stai attento però che chi dorme non piscia pesci :D

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  6. Per B&W…en to pan questa frase mi ha incuriosita e non conoscendo il significato sono andata alla ricerca su internet, ma sei un alchimista!!! :D
    Forse un professore universitario…spiegaci in breve cosa significa

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  7. Complimenti per l’articolo, veramente interessante e, come dice Antonella, a livello di profesore (universitario).
    Tu metti in risalto, tra l’altro, l’aspetto spirituale dell’alchiìmia e questo è un proposito nobile. Io però la vedo più dall’aspetto pratico. Per me gli alchimisti erano delle persone che ricercavano e sperimentavano, come gli odierni scienziati, e lo facevano con entusiasmo. Io mi immaggiono l’emozione provata nel vedere i metalli fondere o nell’assaggiare un’elisir fatto con le erbe trovate. Purtroppo gli alchimisti sono vissuti in un epoca in cui tutto era vietato: la Chiesa, come sempre contro la scienza, mise in campo delle norme che prevedevano anche la pena di morte per gli alchimisti, accusandoli di fare patti con il diavolo. Santa ignoranza!!
    Nelle zone sibilline, dove l’alchimia era molto diffusa, la gente stava dalla parte di questi strani e ammirevoli personaggi. E’ stato ritrovato un documento antico da cui risulta un processo contro gli abitanti di Montemonaco per aver dato ospitalità agli alchimisti.
    All’interno del Santuario dell’Ambro, a Montefortino, c’è il dipinto di una Sibilla Chimica: questa circostanza è veramente interessante perché la Sibilla Chimica non esiste in nessun altro luogo al Mondo. La sua presenza in una chiesa sibillina andrebbe studiata più a fondo. Forse tu Franco ci potrai aiutare.

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  8. per B&W

    EN TO PAN Qui si parla di alchimia mica di ermetismo.
    Vedi di provvedere.

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  9. Fabio,
    L’alchimista era un vero e proprio filosofo, praticava una scienza sperimentale che combinava elementi di chimica, fisica, astrologia, arte semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione. Di conseguenza, secondo il mio punto di vista, quest’arte può essere considerata una protoscienza ma, attenendoci al significato della parola, è un campo che non si è ancora sviluppato fino a diventare una disciplina scientifica.
    Dici che gli alchimisti erano dei maghi. Qui però bisogna essere più chiari e non generalizzare. E’ risaputo che magia, alchimia e astrologia camminavano di pari passo. E’ vero che gli alchimisti praticavano la magia, ma è anche vero che praticavano la magia bianca (esoterismo) cioè quella rivolta al bene che “si propone di intervenire unicamente sui fenomeni della natura attraverso lo studio delle sue leggi, servendosi di ricerche, esperimenti, trasformazioni da un elemento in un altro”. Non bisogna generalizzare sulla parola “magia” in quanto esiste anche la magia rossa o magia sexualis, la magia dei desideri e la magia nera cioè quella negativa rivolta al male, rituali questi che l’alchimista non praticava.
    Panacea universale e l’elixir di lunga vita ovviamente rientravano tra i tanti traguardi dell’alchimista. Esempio per Paracelso l’alchimia era la scienza della trasformazione dei metalli reperibili in natura per produrre composti utili per l’umanità. Se poi hai tempo, e vuoi approfondire il discorso, dovresti leggere qualcosa sull’alchimista Flamel. A questi vengono attribuiti numerosi testi di alchimia d’importanza fondamentale. Do un accenno sul personaggio. Nicolas Flamel, parigino (1330-1418), sostenne di aver trovato un libro che racchiudeva i segreti dell’alchimia. Grazie a questo testo egli sarebbe riuscito ad entrare in possesso della Pietra Filosofale, che descrive come una polvere rossa. Nel 1392 egli gettò la polvere su mezza libbra di mercurio, che si tramutò nella stessa quantità in argento. Sebbene l’unica testimone di questo esperimento fosse stata la moglie, i suoi contemporanei erano inclini a credergli per via di un improvviso cambiamento della sua situazione economica. Da povero che era, egli divenne molto ricco e fece donazioni sia agli ospedali che alla Chiesa di Parigi. Inoltre la sua fama (e qui veniamo al dunque) è dovuta al fatto che numerosi testimoni sono stati pronti a giurare che, sia lòui che sua moglie, non invecchiavano. A quanto pare la sua ultima apparizione pubblica è avvenuta quando aveva circa 150 anni, e sembrava avere sempre la stessa età.

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  10. Antonella,
    Oggi solo pronunciando la parola alchimista si figura nella mente un uomo misterioso, che indossa un ampio mantello magico, dall’enorme mantello a punta a tese larghe. Lo si immagina come uno stregone edito ad arti magiche ed occulte. In sostanza, come tu dici, alla maniera del magico mondo di Harry Potter. Niente di tutto questo. Se fai una ricerca in internet alla ricerca di antichi dipinti dove vengono rappresentati gli alchimisti, ti renderai conto che questi non si trastullavano con copricapi e mantelli incantati, non avevano scope o tappeti volanti, ma erano uomini di scienza, dediti allo studio che praticavano l’ardua disciplina della filosofia ermetica.
    Gli alchimisti erano convinti che per eseguire la trasmutazione del vile metallo in oro, occorresse un ingrediente importante senza il quale la trasmutazione stessa era resa impossibile e vana., quest’ingrediente era la Pietra Filosofale (si, proprio quella di cui tu sei venuta a conoscenza tramite i famosi romanzi dalla scrittrice inglese Joanne Rowling). Qesta mitica sostanza, inoltre, possedeva altre mrravigliose virtù poiché curava tutte le malattie (e questo interessa a Fabio) e prolungava la vita oltre i limiti naturali. Intervenendo sulla Pietra Filosofale con tutta una serie di manipolazioni tese ad aumentare ancor di più le qualità specifiche, si sarebbe riusciti, nella scala dei metalli, ad ottenere il metallo incorruttibile più perfetto e prezioso, ossia l’oro e, contemporaneamente, l’elixir in grado di risolvere ogni male terreno, un oro potabile, un’acqua di vita, l’unica fonte sicura dell’eterna giovinezza. La Pietra Filosofale avrebbe dato al suo scopritore ricchezze incommensurabili, salute sempre florida, vita esente da ogni dolore, ed anche l’immortalità; sarebbe stato insomma il primo uomo felice eh! eh! eh!

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  11. Cecco,
    il rapporto tra alchimisti e chiesa è un poco ambiguo, strano. Molti alchimisti furono torturati dall’Inquisizione, perché rinnegassero le loro pratiche diaboliche. Nello stesso tempo il tema dell’Alchimia non è stato estraneo all’attenzione da parte dei Papi e dei Cardinali della Curia Romana (molti di questi si sono interessati alla ricerca all’alchimia dell’”Elixir” : L’Immortalità vedi esempio il papa Clemente VI, il Villanova medico del papa Bonifacio VIII, i francescani, nientemeno i Templari, etc etc).
    La chiesa (e quindi il pensiero cristiano), da quello che mi risulta, non osteggiava la ricerca dell’elixier di lunga vita, ma puniva, vietava le pratiche di trasmutazione dei metalli vili in oro. Infatti la chiesa si espresse in questo modo “Dal momento che è impossibile realizzare la trasmutazione dei metalli in oro coloro che affermano di trasmutare e non ottengono alcun risultato sono truffatori, o o se vi riescono (ipotesi assurda secondo la Chiesa) allora hanno trasmutato per mezzo di opere di magia””.
    In sostanza Papi e Cardinali, cercavano più le ricchezze terrene che le Glorie del Paradisiaco Regno dei Cieli.
    Conosco la storia della pergamena del 1452 (Montemonaco) dalla quale si evince che molti del luogo erano dediti all’arte dell’alchimia e che oltre a ciò era molto diffusa la pratica degli speziali, una sorta di alchimisti-cerusici. Questi eseguivano anatomie per studiare il corpo umano, e interventi chirurgici, anche se la chiesa decretò una fiera opposizione a questa pratica.Ad ogni trasgressione essi vedevano chiudere la propria bottega, e venivano portati alle prigioni nella speranza di non finire poi davanti all’inquisizione.

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  12. B&W
    si, la realizzazione si chiama in questo modo (en to pan). Ma qui entriamo nel tema della simbologia alchemica che sarà oggetto (sempre se Antonella permetterà) del prossimo articolo che posterò.

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  13. Volendo parlare dal punto di vista prettamente pratico,gli alchimisti scoprirono molto ed intuirono molto della materia. Solo per citare alcune cose: le proprietà del mercurio , acidonitrico, acqua regia e ragia etc.etc.etc. sviluppandone i procedimenti per ottenerli. Chi li liquidasse come personaggi strani senza nè capo nè coda commetterebbe un errore di superficialità. Certo ancora non esisteva un vero metodo scientifico, ma senza dubbio alcuni trattati di famosi alchimisti (molti arabi) ebbero il merito di diffondere cultura e desiderio di conoscere.
    Riguardo “en to pan”, lascio ai lettori il gusto di scoprirne alcuni significati in compenso vi do un altro spunto “Uoroboros”

    un libro che m’è piaciuto anche se non tratta proprio di alchimia:)
    Il grande mago. Vita, morte e miracoli del conte di Cagliostro
    di Roberto Gervaso

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  14. Caro B&W dell’ Uoroboros (che si morde la coda) ti ho detto che ne parlerò (se Antonella vorrà) nel prossimo post. sul simbolismo Ad ogni modo dicci tu qualcosa così posso accorciare eh eh eh

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  15. Ciao Cecco
    Già nella metà del 400, in rapporto con il diffondersi dell’ermetismo, si da alla Sibilla Cinmeria (o Cumea) l’appellativo chimica, ritenendo questa sibilla addentro all’alchimia.
    Che la Sibilla Chimica all’interno del Santuario dell’Ambro, a Montefortino non esiste in nessun altro luogo al Mondo ho i miei dubbi. Ho fatto una ricerca e tanto per fare un esempio mi risulta La Sibilla Chimica sulla cupola di S. Maria di Piazza in Busto Arsizio, La Sibilla Chimica di Lorenzo Lotto, La Sibilla Chimica di Francesco Rosselli (1445-1513), Filippo Barberi illustra La Sibilla Chimica in un suo libro, La Sibilla Chimica Bernardino Luini in Saronno (sec. XVI), se ne trova una di Sibilla Chimica al Palazzo Albani, etc etc
    Forse tu per “unica” intendi dire perchè La Sibilla Chimica (nel caso dell’Ambro) si trova in un luogo religioso?

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    Cita | Posted 14 maggio 2010,

  16. @Franco
    credo che un po’ di ermetismo stimoli la curiosità
    Riguardo en to pan altri potrebbero usare altre tre parole da associare alla alchimia ed altre ancora ce ne saranno che a me sfuggono totalmente.
    Mi ha sempre incuriosito la simbologia e le molteplicità che si possono osservare nella alchimia.
    Potremmo dire che “zolfo mercurio e sale” oppure “solve et coagula” o anche “io sono io” o “corpo spirito anima” forse sono facce di una stessa medaglia.
    Non avendo un athanor ed essendo mortale, naturalmente posso osservarla come semplice spettatore curioso, mi arrendo all’idea di restare di piombo.
    L’argomento mi diverte, e mi interessa, attendo il prossimo articolo.

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  17. L’articolo ci sarà sicuramente, però io aspetterei ancora qualche giorno prima di postarlo, che ne pensate? Se Franco decide di postarlo subito io lo pubblicherò domani ( che tra l’altro data l’ora tarda sarebbe oggi) ma l’attuale articolo è talmente bello che io qualche altro giorno di vita glielo concederei…che dite? ;-)
    Buona notte

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  18. Franco dimenticavo che lunedì te ne vai in vacanza per qualche giorno…e chi risponderà ai commenti che verranno scritti nel tuo post? Dai ripensaci, non te ne andare, non ci lasciare tanto il tempo farà “schifo”, hanno messo pioggia, martedì fai una scorpacciata di pizza e se proprio hai prenotato e non puoi disdire vorrà dire che andrò io al posto tuo…e sììì farò questo sacrificio!!! Ah ahh ahhh
    :D :D :D

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  19. B&W, hai ragione, accennare all’ermetismo non guasta anche perchè come diceva il grande barone Julius Evola “…è strettamente connesso con l’alchimia”. Però poi qui si ci si addentra, come saprai, in un fenomeno lingustico poco comunicativo. La stessa parola Ermetismo ci indica “ermetico, celato” nelle cose trasmesse e da trasmettere. La stessa parola “alchimia” ha un significato avvolto nel mistero. Enigmi, allegorie, simboli in alchemia è ermetismo. Il linguaggio con cui si esprimevano gli alchimisti era volutamente cripto e simbolico, ma era tramandato ai soli iniziati. Tale segretezza ha la sua motivazione nel tipo di ricerca che essi perseguivano.

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  20. Antonella,
    mi spiace, non rinuncio alle “zingarata” e al divertimento assicurato eh eh eh
    Pioggia, sole, neve, parto ugualmente con il mio bagaglio di adrenalina!!! eh eh
    Dove vado lo sai, basta che chiedi di quattro allegri e spensierati “”balordi”" e tutti ti indicheranno la strada! eh eh
    E poi tu dove vuoi andare? non hai forse un appuntamento più importante per prossimo 18 al centro commerciale di Macerata? eh eh eh

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  21. Franco allora ti auguro buon divertimento e buon viaggio!!! Un abbraccio,ciao! :D

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  22. Grazie Oltjana, anche a te un oceano di abbracci!!!!

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  23. Per me Antonella puoi anche cambiare articolo, i lettori avranno così una visione più completa dell’argomento.

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    Cita | Posted 15 maggio 2010,

  24. E quindi Franco ” amici miei ” alla riscossaaaa!!! Ti ci vedo bene nei panni di Ugo Tognazzi… ma mi raccomando con le zingarate, non andate a dare schiaffi ai passeggeri di un treno in partenza, perchè prima erano altri tempi…ora c’è il rischio che reagiscano sparandovi addosso!!! :D
    Scherzi a parte fate buon viaggio e mi raccomando divertitevi perchè ridere è la “vera pietra filosofale” che tanti ancora cercano e non sanno di avere “sotto i baffi”…perchè ridere allunga la VITA!!! ;-)
    Buona notte

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    Cita | Posted 16 maggio 2010,

  25. Aspetto con ansia l’articolo sull’Oroborus anche perché quest’animale che si morde la coda è presente nella cripta della chiesa di San Lorenzo a Montemonaco.
    Nella stessa chiesa c’è anche un bassorilievo di una coppia in copula: è un simbolo alchemico anche questo?

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    Cita | Posted 16 maggio 2010,

  26. Cecco su San Lorenzo di Vallegrascia non posso dire che la rappresentazione si un ouroboros in quanto non l’ho mai visto. Se puoi postarmi un immagine te ne sarò grato.
    La coppia in copula? Anche questa rappresentazione non l’ho presente. Sarebbe quindi interessante che tu la mostri in quanto la “coniunctio” (o copula) in alchimia ha un suo specifico significato. Come può significare il maschile e il femminile, come invece la notte e il giorno. Importante quindi, esempio, vedere i volti come sono rappresentati. Esempio se il maschio e la femmina vengono visto come il giorno e la notte il volto del maschio ha la forma del sole mentre il volto della femmina quello della luna. Se poi, sempre come esempio, le due figurem voltano le spalle, in alchimia sottolinea la condizione di separatezza e la qualità di essere tra loro contrarie.
    I significati (sempre parlando di alchimia) potrebbero essere tanti.
    La copulatio alchemica, come è stato detto nel mio post, fa parte di una fase alchemica, l’Albedo. L’ unione sessuale a san Lorenzo quindi potrebbe (dico potrebbe) indicare benissimo l’unione delle due nature, alchemica e sessuale. Ma, come detto, bisogna prima vedere bene la rappresentazione prima di affermare una cosa.

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    Cita | Posted 16 maggio 2010,

  27. Grazie Antonella, starò molto attento. Lo spirito è alto, sicuramente al grido della “supercazzola prematurata antani con scappellamento…..” inventato dal Mascetti eh eh eh riuscirò a divertirmi ancora come prima!!!
    Ciao Ciao
    A risentirci e….. in bocca alla pizzettata!!!!!!!!!!!!!!!

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    Cita | Posted 16 maggio 2010,

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