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	<title>Commenti a: Corbezzole che frutto!!</title>
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	<description>Il luogo di ritrovo per quattro chiacchiere al bar</description>
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		<title>Di: Miriam</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-262327</link>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:29:37 +0000</pubDate>
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		<description>Il corbezzolo che frutto!!! Persino Giovanni Pascoli lo elogiò e scrisse una poesia proprio in onore di questo frutto:

 Al corbezzolo

O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;

e ti dà gioia e ti dà forza al volo
verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;

i bianchi fiori metti quando rosse
hai già le bacche, e ricominci eterno,
quasi per gli altri ma per te non fosse
l’ozio del verno;

o verde albero italico, il tuo maggio
è nella bruma: s’anche tutto muora,
tu il giovanile gonfalon selvaggio
spieghi alla bora:

il gonfalone che dal lido estrusco
inalberavi e per i monti enotri,
sui sacri fonti, onde gemea tra il musco
l’acqua negli otri,

mentre sul poggio i vecchi deiformi
stavano, immersi nel silenzio e torvi
guardando in cielo roteare stormi
neri di corvi.

Pendeva un grave gracidar su capi
d’auguri assòrti, e presso l’acque intenta
era al sussurro musico dell’api
qualche Carmenta;

ché allor chiamavi come ancor richiami,
alle tue rosse fragole ed ai bianchi
tuoi fiori, i corvi, a un tempo, e l’api: sciami,
àlbatro, e branchi.

Gente raminga sorveniva, e guerra
era con loro; si sentian mugliare
corni di truce bufalo da terra,
conche dal mare

concave, piene d’iride e del vento
della fortuna. Al lido navi nere
volgean gli aplustri con d’opaco argento
grandi Chimere;

che avean portato al sacro fiume ignoto
un errabondo popolo nettunio
dalla città vanita su nel vuoto
d’un plenilunio.

Le donne, nuove a quei silvestri luoghi,
ora sciogliean le lunghe chiome e il pianto
spesso intonato intorno ad alti roghi
lungo lo Xanto;

ed i lor maschi voi mietean di spada,
àlbatri verdi, e rami e ceree polle
tesseano a farne un fresco di rugiada
feretro molle,

su cui deporre un eroe morto, un fiore,
tra i fiori; e mille, eletti nelle squadre,
lo radduceano ad un buon re pastore,
vecchio, suo padre.

Ed ecco, ai colli giunsero sul grande
Tevere, e il loro calpestìo vicino
fugò cignali che frangean le ghiande
su l’Aventino;

ed ululò dal Pallantèo la coppia
dei fidi cani, a piè della capanna
regia, coperta il culmine di stoppia
bruna e di canna;

e il regio armento sparso tra i cespugli
d’erbe palustri col suo fulvo toro
subitamente risalia con mugli
lunghi dal Foro;

e là, sul monte cui temean le genti
per lampi e voci e per auguste larve,
alta una nera, ad esplorar gli eventi,
aquila apparve.

Volgean la testa al feretro le vacche,
verde, che al morto su la fronte i fiocchi
ponea dei fiori candidi, e le bacche
rosse su gli occhi.

Il tricolore!… E il vecchio Fauno irsuto
del Palatino lo chiamava a nome,
alto piangendo, il primo eroe caduto
delle tre Rome.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il corbezzolo che frutto!!! Persino Giovanni Pascoli lo elogiò e scrisse una poesia proprio in onore di questo frutto:</p>
<p> Al corbezzolo</p>
<p>O tu che, quando a un alito del cielo<br />
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,<br />
tu no, già porti, dalla neve e il gelo<br />
salvi, i tuoi frutti;</p>
<p>e ti dà gioia e ti dà forza al volo<br />
verso la vita ciò che altrui le toglie,<br />
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo<br />
getta le foglie;</p>
<p>i bianchi fiori metti quando rosse<br />
hai già le bacche, e ricominci eterno,<br />
quasi per gli altri ma per te non fosse<br />
l’ozio del verno;</p>
<p>o verde albero italico, il tuo maggio<br />
è nella bruma: s’anche tutto muora,<br />
tu il giovanile gonfalon selvaggio<br />
spieghi alla bora:</p>
<p>il gonfalone che dal lido estrusco<br />
inalberavi e per i monti enotri,<br />
sui sacri fonti, onde gemea tra il musco<br />
l’acqua negli otri,</p>
<p>mentre sul poggio i vecchi deiformi<br />
stavano, immersi nel silenzio e torvi<br />
guardando in cielo roteare stormi<br />
neri di corvi.</p>
<p>Pendeva un grave gracidar su capi<br />
d’auguri assòrti, e presso l’acque intenta<br />
era al sussurro musico dell’api<br />
qualche Carmenta;</p>
<p>ché allor chiamavi come ancor richiami,<br />
alle tue rosse fragole ed ai bianchi<br />
tuoi fiori, i corvi, a un tempo, e l’api: sciami,<br />
àlbatro, e branchi.</p>
<p>Gente raminga sorveniva, e guerra<br />
era con loro; si sentian mugliare<br />
corni di truce bufalo da terra,<br />
conche dal mare</p>
<p>concave, piene d’iride e del vento<br />
della fortuna. Al lido navi nere<br />
volgean gli aplustri con d’opaco argento<br />
grandi Chimere;</p>
<p>che avean portato al sacro fiume ignoto<br />
un errabondo popolo nettunio<br />
dalla città vanita su nel vuoto<br />
d’un plenilunio.</p>
<p>Le donne, nuove a quei silvestri luoghi,<br />
ora sciogliean le lunghe chiome e il pianto<br />
spesso intonato intorno ad alti roghi<br />
lungo lo Xanto;</p>
<p>ed i lor maschi voi mietean di spada,<br />
àlbatri verdi, e rami e ceree polle<br />
tesseano a farne un fresco di rugiada<br />
feretro molle,</p>
<p>su cui deporre un eroe morto, un fiore,<br />
tra i fiori; e mille, eletti nelle squadre,<br />
lo radduceano ad un buon re pastore,<br />
vecchio, suo padre.</p>
<p>Ed ecco, ai colli giunsero sul grande<br />
Tevere, e il loro calpestìo vicino<br />
fugò cignali che frangean le ghiande<br />
su l’Aventino;</p>
<p>ed ululò dal Pallantèo la coppia<br />
dei fidi cani, a piè della capanna<br />
regia, coperta il culmine di stoppia<br />
bruna e di canna;</p>
<p>e il regio armento sparso tra i cespugli<br />
d’erbe palustri col suo fulvo toro<br />
subitamente risalia con mugli<br />
lunghi dal Foro;</p>
<p>e là, sul monte cui temean le genti<br />
per lampi e voci e per auguste larve,<br />
alta una nera, ad esplorar gli eventi,<br />
aquila apparve.</p>
<p>Volgean la testa al feretro le vacche,<br />
verde, che al morto su la fronte i fiocchi<br />
ponea dei fiori candidi, e le bacche<br />
rosse su gli occhi.</p>
<p>Il tricolore!… E il vecchio Fauno irsuto<br />
del Palatino lo chiamava a nome,<br />
alto piangendo, il primo eroe caduto<br />
delle tre Rome.</p>
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		<title>Di: Antonella</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-262102</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 14:31:57 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Ignazio per la ricetta che essendo di facile preparazione potremo fare anche noi!!!
Poi ti faremo sapere se ci è piaciuto il licori de olioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Ignazio per la ricetta che essendo di facile preparazione potremo fare anche noi!!!<br />
Poi ti faremo sapere se ci è piaciuto il licori de olioni&#8230;</p>
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		<title>Di: ignazio</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-262097</link>
		<dc:creator>ignazio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 14:25:37 +0000</pubDate>
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		<description>Noi in sardegna ne abbiamo tantissime di piante di corbeczzolo, ed oltre al miele utilizziamo il frutto per fare uno squisito liquore che chiamiamo Liquore &quot;Licori de olioni &quot;...sembrerebbe quasi una parolaccia, ma in realtà è una squisitezza!

LICORI DE OLIONI
Ingredienti
450 g corbezzoli maturi
la scorza di 1 limone
4 chiodi di garofano
2OO g zucchero
4 dl alcol a 9O gradi
2 dl acqua

Unire all&#039;alcol i corbezzoli che debbono essere rossi e quindi molto maturi, la scorza di limone, i chiodi di garofano, lo zucchero e l&#039;acqua. Mescolare 2 volte al giorno per 2 settimane e lasciar macerare per 2 mesi, dopodichè filtrare ed imbottigliare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi in sardegna ne abbiamo tantissime di piante di corbeczzolo, ed oltre al miele utilizziamo il frutto per fare uno squisito liquore che chiamiamo Liquore &#8220;Licori de olioni &#8220;&#8230;sembrerebbe quasi una parolaccia, ma in realtà è una squisitezza!</p>
<p>LICORI DE OLIONI<br />
Ingredienti<br />
450 g corbezzoli maturi<br />
la scorza di 1 limone<br />
4 chiodi di garofano<br />
2OO g zucchero<br />
4 dl alcol a 9O gradi<br />
2 dl acqua</p>
<p>Unire all&#8217;alcol i corbezzoli che debbono essere rossi e quindi molto maturi, la scorza di limone, i chiodi di garofano, lo zucchero e l&#8217;acqua. Mescolare 2 volte al giorno per 2 settimane e lasciar macerare per 2 mesi, dopodichè filtrare ed imbottigliare.</p>
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	<item>
		<title>Di: B&#38;W</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260453</link>
		<dc:creator>B&#38;W</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 20:46:29 +0000</pubDate>
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		<description>xFranco
evidentemente mi sono spiegato male, come ho detto nel mio post precedente anche il corbezzolo, il gelso, l&#039;acacia o tanti altri che ai più risultano strani, fanno parte dei cibi della tradizione, solo che nessuno la conosce più la tradizione e tutti si appiattiscono sul famo du spaghi su tagliatelle lassagne ed arrosti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>xFranco<br />
evidentemente mi sono spiegato male, come ho detto nel mio post precedente anche il corbezzolo, il gelso, l&#8217;acacia o tanti altri che ai più risultano strani, fanno parte dei cibi della tradizione, solo che nessuno la conosce più la tradizione e tutti si appiattiscono sul famo du spaghi su tagliatelle lassagne ed arrosti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonella</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260308</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 14:54:57 +0000</pubDate>
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		<description>Primo vincitore assoluto al concorso nazionale &quot;Roberto Franci&quot;, promosso dalla &quot;settimana del miele&quot; di Montalcino ( 10-12 settembre ) è proprio un pregiato miele di corbezzolo che arriva dalla Sardegna: è il miglior miele d’Italia !
Corbezzole!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Primo vincitore assoluto al concorso nazionale &#8220;Roberto Franci&#8221;, promosso dalla &#8220;settimana del miele&#8221; di Montalcino ( 10-12 settembre ) è proprio un pregiato miele di corbezzolo che arriva dalla Sardegna: è il miglior miele d’Italia !<br />
Corbezzole!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260235</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 11:34:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260235</guid>
		<description>B&amp;W
ti rammento che una settimana fa l&#039;UNESCO ha iscritto la Dieta Mediterranea, che si identifica maggiormente con i prodotti e cucina italiana, nella prestigiosa lista delle cose da salvaguardare.

Non credo che lasciare la vecchia strada (io mi riferivo alla tavola) per una nuova vivremmo ancora nelle caverne. Anzi sono convinto che se prendiamo la nuova strada, esempio una cultura culinaria americana che si sta molto diffondendo in Italia, ci autodistruggiamo. 
Osserva gli Americani ( mettici anche i paesi europei) quando vengono in Italia, mica cercano il loro cibo! cercono verdicchio, tagliatelle, cappelleti in brodo, lassagne e arrosti misti, ....
La tradizionale cucina locale, quella della nonna non andrà mai e poi mai persa. Gli Italiani non sono stupidi!!! Frequenta come me le vecchie osterie, e te ne accorgerai!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>B&amp;W<br />
ti rammento che una settimana fa l&#8217;UNESCO ha iscritto la Dieta Mediterranea, che si identifica maggiormente con i prodotti e cucina italiana, nella prestigiosa lista delle cose da salvaguardare.</p>
<p>Non credo che lasciare la vecchia strada (io mi riferivo alla tavola) per una nuova vivremmo ancora nelle caverne. Anzi sono convinto che se prendiamo la nuova strada, esempio una cultura culinaria americana che si sta molto diffondendo in Italia, ci autodistruggiamo.<br />
Osserva gli Americani ( mettici anche i paesi europei) quando vengono in Italia, mica cercano il loro cibo! cercono verdicchio, tagliatelle, cappelleti in brodo, lassagne e arrosti misti, &#8230;.<br />
La tradizionale cucina locale, quella della nonna non andrà mai e poi mai persa. Gli Italiani non sono stupidi!!! Frequenta come me le vecchie osterie, e te ne accorgerai!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: B&#38;W</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260157</link>
		<dc:creator>B&#38;W</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 07:35:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.bar.it/?p=2651#comment-260157</guid>
		<description>Alcune cucine straniere a me piacciono molto, questo non vuol dire che non mi piaccia quella italiana, ma della gastronomia italiana fanno parte anche cibi oramai desueti perchè spesso ci si appiattisce a ripetere sempre le stesse cose.
Se nessuno lasciasse la vecchia strada per la nuova vivremmo ancora nelle caverne
Inoltre la tradizione, ad esempio la tradizione culinaria contadina, oramai sta andando persa nelle città italiane.
Quanti sapori ricette andranno perduti se non ci fosse chi per passione li riproduce perchè magari li ha visti fare dalla nonna, perchè tra i manicaretti della nonna non ci sono solo i piatti che vengono continuamente riproposti in Italia.

Mia nonna ad esempio faceva alcuni piatti che è moltissimo tempo che non assaggio, come ad esempio la lingua bollita con salsa di capperi, o altri piatti della mia nonna marchigiana, come i tozzetti all&#039;anice, o perchè no come Marta che più sopra ha riportato la ricetta della marmellata di corbezzoli.

Ti faccio l&#039;esempio di un condimento di origine medievale che è l&#039;agresta, ebbene ancora viene utilizzato in qualche zona di campagna dell&#039;italia del nord o della francia, scomparirà?
Questo per dire che in realtà tra i manicaretti della nonna compaiono cibi che sono diventati per nulla comuni.
Tra i miei ricordi ci sono anche i corbezzoli, e fanno parte anche quelli della tradizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune cucine straniere a me piacciono molto, questo non vuol dire che non mi piaccia quella italiana, ma della gastronomia italiana fanno parte anche cibi oramai desueti perchè spesso ci si appiattisce a ripetere sempre le stesse cose.<br />
Se nessuno lasciasse la vecchia strada per la nuova vivremmo ancora nelle caverne<br />
Inoltre la tradizione, ad esempio la tradizione culinaria contadina, oramai sta andando persa nelle città italiane.<br />
Quanti sapori ricette andranno perduti se non ci fosse chi per passione li riproduce perchè magari li ha visti fare dalla nonna, perchè tra i manicaretti della nonna non ci sono solo i piatti che vengono continuamente riproposti in Italia.</p>
<p>Mia nonna ad esempio faceva alcuni piatti che è moltissimo tempo che non assaggio, come ad esempio la lingua bollita con salsa di capperi, o altri piatti della mia nonna marchigiana, come i tozzetti all&#8217;anice, o perchè no come Marta che più sopra ha riportato la ricetta della marmellata di corbezzoli.</p>
<p>Ti faccio l&#8217;esempio di un condimento di origine medievale che è l&#8217;agresta, ebbene ancora viene utilizzato in qualche zona di campagna dell&#8217;italia del nord o della francia, scomparirà?<br />
Questo per dire che in realtà tra i manicaretti della nonna compaiono cibi che sono diventati per nulla comuni.<br />
Tra i miei ricordi ci sono anche i corbezzoli, e fanno parte anche quelli della tradizione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259960</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 20:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259960</guid>
		<description>B&amp;W
mai allontanarsi dal tradizionale. Mai lasciare la vecchia strada per la nuova!
Estero? Bhe, non so se ci hai fatto caso. Io si! Ogni volta che rientro dall&#039;esterno in auto ho l&#039;abitudine di fermarmi nel primo ristorantino dopo la frontiera. Bhe! ti dirò! è stracolmo di turisti rientrati in Italia come me! Questo vuol dire che tutte quelle cose buone da mangiare non le hanno trovate.
Tre mesi fa idem sono rientrato in Italia dalla Francia. Erano le 7 del mattino. Uscito dall&#039;autostrada (io esco, non mangio in autostrada) cerco un bar. Anche qui super stracolmo. Idem come sopra. Gli italiani non ne potevano più delle &quot;&quot;&quot;raffinatezze&quot;&quot;&quot; (bla!!)  francesi. 
Caro B&amp;W, gli italiani sanno bene, molto bene cosa sia la tradizione culinaria del loro paese. Ineguagliabile, insuperabile!!!

Credimi saltando ogni tanto un pasto in Francia, germania, inghilterra,... non mi sono perso niente. Ti dirò, la Spagna invece si avvicina molto al mio palato!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>B&amp;W<br />
mai allontanarsi dal tradizionale. Mai lasciare la vecchia strada per la nuova!<br />
Estero? Bhe, non so se ci hai fatto caso. Io si! Ogni volta che rientro dall&#8217;esterno in auto ho l&#8217;abitudine di fermarmi nel primo ristorantino dopo la frontiera. Bhe! ti dirò! è stracolmo di turisti rientrati in Italia come me! Questo vuol dire che tutte quelle cose buone da mangiare non le hanno trovate.<br />
Tre mesi fa idem sono rientrato in Italia dalla Francia. Erano le 7 del mattino. Uscito dall&#8217;autostrada (io esco, non mangio in autostrada) cerco un bar. Anche qui super stracolmo. Idem come sopra. Gli italiani non ne potevano più delle &#8220;&#8221;"raffinatezze&#8221;"&#8221; (bla!!)  francesi.<br />
Caro B&amp;W, gli italiani sanno bene, molto bene cosa sia la tradizione culinaria del loro paese. Ineguagliabile, insuperabile!!!</p>
<p>Credimi saltando ogni tanto un pasto in Francia, germania, inghilterra,&#8230; non mi sono perso niente. Ti dirò, la Spagna invece si avvicina molto al mio palato!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: B&#38;W</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259947</link>
		<dc:creator>B&#38;W</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 19:58:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259947</guid>
		<description>xFranco
purtroppo in Italia ci si adagia sul tradizionale senza neanche ricordare cosa sia il tradizionale.
Il gelso la acacia ed il corbezzolo sono stati da sempre mangiati nella tradizione contadina, i manicaretti della nonna sono buoni ma questo non vuol dire che non ci siano altre cose buone.
Molto spesso noi italiani siamo molto provinciali ignorando ciò che è diverso dal nostro solito, magari andiamo all&#039;estero e cerchiamo un ristorante italiano, spero non sia il tuo caso, perchè rinunceresti a molte cose buone da mangiare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>xFranco<br />
purtroppo in Italia ci si adagia sul tradizionale senza neanche ricordare cosa sia il tradizionale.<br />
Il gelso la acacia ed il corbezzolo sono stati da sempre mangiati nella tradizione contadina, i manicaretti della nonna sono buoni ma questo non vuol dire che non ci siano altre cose buone.<br />
Molto spesso noi italiani siamo molto provinciali ignorando ciò che è diverso dal nostro solito, magari andiamo all&#8217;estero e cerchiamo un ristorante italiano, spero non sia il tuo caso, perchè rinunceresti a molte cose buone da mangiare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco</title>
		<link>http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259894</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 16:49:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.bar.it/?p=2651#comment-259894</guid>
		<description>una Ricetta:
- un rametto di Corbezzoli
- un rametto di gelso
- un rametto di more
- un rametto di fiori d&#039;acacia
- gr. 500 di cotenne di maiale fresche,
- gr. 300 di fagioli borlotti secchi,
- salsa di pomodoro,
- gr. 50 di burro,
- olio di oliva,
- carote, sedano e cipolle,
- 1 spicchio d&#039;aglio,
- pepe e sale.

Mettere in pentola, con acqua fredda, le cotenne già fiammeggiate, raschiate e lavate e unirvi il sedano, la cipolla e l&#039;aglio e portarle a cottura. Quando fagioli e cotenne di maiale sono cotti, in una casseruola, preparare il soffritto con il burro, un po&#039; d&#039;olio, la carota il sedano e la cipolla tritati e un pizzico di pepe macinato.
Aggiungervi i fagioli scolati, le cotenne tagliate a pezzetti, un po&#039; di salsa di pomodoro e di brodo delle cotenne sgrassato.
Aggiustare di sale e pepe e proseguire la cottura a fuoco basso per mezz&#039;ora circa quindi servire.

E i corbezzoli? il gelso? le more? l&#039;acacia??? Come disse Sordi: &quot;&quot; Questo o damo ar gatto, questo ar sorcio, co questo ci ammazziamo e cimici..!!! &quot;&quot; eh eh eh eh</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una Ricetta:<br />
- un rametto di Corbezzoli<br />
- un rametto di gelso<br />
- un rametto di more<br />
- un rametto di fiori d&#8217;acacia<br />
- gr. 500 di cotenne di maiale fresche,<br />
- gr. 300 di fagioli borlotti secchi,<br />
- salsa di pomodoro,<br />
- gr. 50 di burro,<br />
- olio di oliva,<br />
- carote, sedano e cipolle,<br />
- 1 spicchio d&#8217;aglio,<br />
- pepe e sale.</p>
<p>Mettere in pentola, con acqua fredda, le cotenne già fiammeggiate, raschiate e lavate e unirvi il sedano, la cipolla e l&#8217;aglio e portarle a cottura. Quando fagioli e cotenne di maiale sono cotti, in una casseruola, preparare il soffritto con il burro, un po&#8217; d&#8217;olio, la carota il sedano e la cipolla tritati e un pizzico di pepe macinato.<br />
Aggiungervi i fagioli scolati, le cotenne tagliate a pezzetti, un po&#8217; di salsa di pomodoro e di brodo delle cotenne sgrassato.<br />
Aggiustare di sale e pepe e proseguire la cottura a fuoco basso per mezz&#8217;ora circa quindi servire.</p>
<p>E i corbezzoli? il gelso? le more? l&#8217;acacia??? Come disse Sordi: &#8220;&#8221; Questo o damo ar gatto, questo ar sorcio, co questo ci ammazziamo e cimici..!!! &#8220;&#8221; eh eh eh eh</p>
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